Racconto molto pesante, pur non essendo andata nei dettagli. Quindi chiedo già scusa nella speranza che dopo questa lettura, ci siano persone che mi sono amiche/ci. spero anche che non sia troppo volgare.
Quando ero giovane, non riuscivo a difendermi, ne tanto meno a rispondere per le rime, ero troppo calma.
Fin dall’asilo mi facevano cadere, anche perché si divertivano visto che non avevo troppo equilibrio. Poi, alle elementari ho subìto ogni demonio di cose. Mi urlavano nelle orecchie, mi hanno fatto varie cattiverie in 5 elementare poi, ho litigato con una ragazza che poi siamo diventate buone amiche; perché durante una pausa stavo pulendo la lavagna per dopo ed è venuta da me e mi ha tirato una sberla con lo straccio pieno di gesso; sicché, li mi sono molto arrabbiata, e allora le ho dato due sberle, lei me ne tira un’altra e io alla fine le ho tirato un pugno in testa, si stava mettendo a piangere, così le ho detto, guai a te se ti azzardi a piangere. Lei torna nel banco e si mette a piangere. Così non ciò più visto, sono andata al banco e le ho alzato il banco.
Per fortuna che la pausa era finita, tremavo tutta, e poi ci hanno separato, non mi hanno dato nessuna nota da firmare, ne scrivere 100 volte qualcosa, a lei invece le hanno fatto una nota da firmare e fatto scrivere in un quaderno: non devo prendere in giro, non devo picchiare.
Mentre a me mi hanno fatto uscire a prendere una boccata d’aria per calmarmi.
Quando all’età di 18/19 anni, ho fatto una cosa che mi è costata cara…. Sono salita in macchina di una persona che credevo di conoscere e invece Appena salita in macchina lui ha chiuso la macchina a chiave e mi ha legato la cintura di sicurezza molto forte, in maniera che non potessi muovere molto.
Mi ha preso la mano, e mi ha fatto toccare il mostro, e cosa più orribile, non aveva nemmeno la biancheria intima.
Sapeva perfettamente dove lavoravo….
Mi spreme la latteria, mi fa scendere dalla macchina, e fa tutto il lavoro lui, con me in piedi tesa non era contento, così mi prende e con me piegata a suo piacimento riesce ad entrare nella caverna in maniera decisa per 3/4 volte, poi mi chiede quando sarebbero smesse, io dissi, boh venerdì.
Così mi accompagna nel mio posto a sedere, e mi portò al mio lavoro, solo un paio di minuti dopo il mio orario di inizio.
Perché non mi ribellavo??
No non volevo, ma quando accadeva il mio corpo era lì ma io mi difendevo dal dolore, dalla vergogna, dalla paura, dalla voglia di piangere, allontanavo la mia mente, vedendomi li ma senza avere la forza di muovere un muscolo, e anche quando tutto è finito a volte vedevo tutto bianco attorno a me, senza vedere nemmeno un muro, nemmeno un fiore, nulla.
Poi, il giorno dopo, quando sono venuti a sapere, quelli che era successo, giustamente mio papà si è molto arrabbiato con me, dandomi la colpa, e giorni dopo dandomi la colpa anche per non essere riuscita a fare l’identikit.
Abbiamo avuto un periodo difficile dopo.
Ma poi, abbiamo parlato bene, e si ancora mi dava la colpa per essere salita in macchina, ma mi ha detto che le cose che mi aveva detto nei giorni precedenti, non lo pensava davvero, quindi abbiamo fatto pace.
Quello che adesso so con certezza, è che se ti succede una cosa simile, o che quando dici no al tuo partner e lui continua, bisogna dirlo, e che si può e si deve(per chi riesce) piangere.
Dirlo anche 1000 volte, ma non tenersi il dolore . E soprattutto andate in ospedale a fare il kit di prevenzione.
Ma soprattutto NON VERGOGNATEVI.
Un abbraccio a presto con altre cose isa

Scrivi una risposta a emaki81 Cancella risposta